LA TONNARALe prime notizie sulla Tonnara Saline risalgono al 1604, quando ne era concessionario Giovanni Antonio Martino. Nel corso degli anni si alternarono numerosi proprietari e la manodopera, inizialmente costituita da marinai algheresi e liguri, venne poi gradualmente sostituita con marinai provenienti dall’Asinara. Nel periodo della fondazione di Stintino la Tonnara Saline era una delle più grandi e importanti della Sardegna. Attorno vi sorgeva un intero villaggio, suddiviso in due parti: una destinata alla ciurma di mare, dove sorgeva un capannone per il rimessaggio delle imbarcazioni ed altri locali in cui venivano riposti sugheri, reti, ancore e cime; e un’altra parte destinata alla ciurma di terra, in cui si situavano gli alloggi per la ciurma, diversi magazzini per la conservazione delle botti e delle scatole di tonno, nonché una casa padronale che ospitava gli uffici del direttore e nella quale si stabilivano i proprietari quando venivano in visita alla Tonnara. Nel villaggio sorgeva anche una piccola chiesetta. Negli anni ’70, con l’avvento di metodi più moderni di pesca, la Tonnara ha cessato la sua tradizionale attività, di cui rimane traccia nel Museo della Tonnara, nel Porto Nuovo. Il museo è suddiviso in camere, come una vera tonnara, e il visitatore è portato a seguire il percorso del tonno, dalla “camera grande” alla “camera della morte”, mentre scopre i risvolti economici, sociali e psicologici della vita nella tonnara. |